La tua famiglia

Mamma e Mamma

Dove c’è amore c’è una famiglia, non importa la sua composizione o il genere dei due genitori. Qualunque sia il tuo progetto familiare, chiunque tu ami, in Next Fertility è possibile. La legislazione attuale permette che le coppie di donne che lo desiderino possano formare la loro famiglia, e per questo nei nostri centri possiamo offrirvi diverse soluzioni.
TRATTAMENTI
Non possiamo essere più felici di presentarvi Alma, che è arrivata per completare la famiglia che tanto abbiamo desiderato.
Grazie Next Fertility per averci aiutato ad avverare il nostro sogno, per averci accompagnato e sostenuto sempre.
Estefanía e Emma
Il mio compagno ed io abbiamo trascorso un anno ricevendo trattamenti per l’inseminazione artificiale senza successo in un ospedale di Valencia.
Eravamo molto scoraggiati. Ma grazie a Next Fertility, il nostro sogno si è realizzato: abbiamo una bambina bellissima. Grazie mille di cuore a tutti i professionisti che fanno parte della clinica, siete straordinari. Pensiamo addirittura alla possibilità di darle un fratellino e non esiteremo a rivolgerci di nuovo a voi.
María
Ci fu molto chiaro che entrambe avremmo potuto partecipare entrambe all’intero processo, ed è stato meraviglioso.
Pensavamo che non sarebbe mai arrivato questo momento, abbiamo sempre voluto essere madri, e quando ci avete proposto la possibilità di ricorrere al metodo ROPA, ci fu molto chiaro che entrambe avremmo potuto partecipare entrambe all’intero processo, ed è stato meraviglioso. Grazie per averci portato la felicità più grande delle nostre vite. Senza di voi non sarebbe stato possibile.
Lucía e Maia

FAQ

Il metodo ROPA non è altro che una fecondazione in vitro/ICSI in tutti i suoi aspetti, con i suoi stessi risultati.
Una delle questioni che di solito ci pongono è a chi assomiglierà il bambino, se ad entrambe o solo a colei che dona l’ovulo. La cosa certa è che il 50% dei geni del bambino proverranno dalla donna che dona il proprio ovulo, ma bisogna ricordare anche l’effetto dell’epigenetica, ovvero, di come influisce l’ambiente uterino della madre gestante nel momento della manifestazione di alcuni geni. Pertanto, entrambe le donne influenzeranno l’aspetto del loro bambino.
Esiste una certa controversia rispetto a questa questione, perché il metodo ROPA non compare in forma esplicita nella Legge sulle tecniche di riproduzione umana assistita. Ciononostante, come misura di prudenza i centri hanno stabilito il requisito del matrimonio per mantenere all’interno della legalità la donazione di gameti che si verifica in questi casi. Tuttavia, la Sociedad Española de Fertilidad (SEF – Società Spagnola di Fertilità) ritiene che l’accesso al metodo ROPA non dovrebbe essere condizionato dallo stato civile della coppia di donne, dal momento che la stessa legge è, al contrario, esplicita nel proibire la discriminazione per la suddetta circostanza. Oltre a ricordare i diritti proclamati dalle leggi LGBTQ+ che sostengono l’uguaglianza di trattamento delle coppie omosessuali rispetto a quelle eterosessuali nel campo della sessualità e della riproduzione.
No, attualmente non è possibile utilizzare ovuli delle due madri nello stesso utero.
Nonostante la decisione spetti alla coppia, i medici faranno una valutazione in base all’anamnesi di ognuna. Bisogna studiare la possibile presenza di problemi come ridotta riserva ovarica, assenza di ovaie o utero o un qualunque tipo di malformazione. Si raccomanda anche generalmente che la madre che fornisce gli ovuli abbia meno di 35 anni e che la madre gestante presenti un buono stato di salute.
Non è possibile scegliere né conoscere la sua identità, dal momento che per legge la donazione di gameti ha carattere anonimo. Potrete conoscere alcune caratteristiche fisiche quali il colore degli occhi, capelli, età, altezza, ecc. Sceglieremo un donatore il più simile alla ricevente. Nel caso del Metodo ROPA si seleziona anche prendendo in considerazione i tratti fenotipici della madre gestante, dal momento che l’altra madre fornisce già il suo materiale genetico.
In Spagna non esiste in modo esplicito un limite concreto per ricorrere a tecniche di riproduzione assistita nella sanità privata. La legge che regola questa attività non lo contempla. Tuttavia, i medici competenti hanno stabilito, in maniera consensuale, questo limite a 50 anni. E, perché è necessario stabilire questo limite? Perché l’età è un fattore fondamentale nel processo riproduttivo e può implicare complicazioni tanto nella madre gestante come nel futuro bambino. E su questo, invece, la legge è esplicita nell’affermare letteralmente che “le tecniche di riproduzione assistita si realizzeranno solo quando ci siano le possibilità ragionevoli di successo e non presuppongano un grave rischio per la salute fisica e psichica della donna”.
In Next Fertility non abbiamo lista d’attesa per intraprendere uno qualsiasi dei trattamenti che realizziamo nel nostro centro, e per quanto possibile ci impegniamo a realizzare il trattamento nella data scelta dai pazienti.
Sia nel metodo ROPA che negli altri trattamenti di riproduzione assistita, di solito si raccomanda il trasferimento di un solo embrione per minimizzare il rischio di gravidanza multipla, poiché le gravidanze multiple sono gestazioni a rischio. Ma anche trasferendo un solo embrione nell’utero, è possibile che si verifichi una gestazione gemellare, allo stesso modo in cui può avvenire in una gravidanza spontanea.
No, in Spagna, come nel resto d’Europa, non è permessa la libera scelta del sesso per legge; sebbene sia certo che ci sono tecniche come il PGT (Test Genetico Preimpianto) che permettono di conoscere se gli embrioni in coltura sono di sesso maschile o femminile. Tuttavia, anche se la scelta non è consentita, ci sono alcune eccezioni, in quei casi la cui finalità sia unicamente evitare la trasmissione di malattie genetiche associate ai cromosomi sessuali. Queste eccezioni sono regolate dalla Legge di Riproduzione umana assistita 14/2006, e in questa è anche stabilito che la scelta del sesso o la manipolazione genetica a scopi non terapeutici o non autorizzati costituisce un’infrazione molto grave.
No, i bambini nati con queste tecniche hanno gli stessi rischi del resto della popolazione.

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